martedì 31 gennaio 2017

Il Gigante e la Bambina



Il primo sguardo, non fu che il principio della fine. Occhi negli occhi, ed io non sarei più stato vivo. I miei trent'anni come dura pietra, si sgretolarono all'istante, di fronte a tanta immensità. Mi scoprii fragile e smarrito dinanzi al lungo cammino che mi aspettava, la tua mano nella mia, i tuoi passi dietro ai miei. Ammutolito da tanta impotenza, tu. Tu che hai cancellato le mie certezze come un onda sulla spiaggia, quelle scritte con l'orgoglio di chi, come me, si credeva un uomo. Ma cos'è poi un uomo, se non perde almeno una volta nella vita le sue tracce nel mondo, per regalarle a un figlio? E tu che sei nata femmina, un giorno sarai donna. Ed io patirò le pene dell'inferno più buio e più profondo, nel saperti così piccola e di già più grande di me. Alzi gli occhi mentre sei fra le mie braccia, io il Gigante, tu la bambina. E non sai, tu non sai, quanto la realtà sia tragicamente opposta al tuo pensiero. Non conosci le mie paure, non percepisci i miei tremori, non vedi la mia pena. Ti domanderai infinite volte, perché. Perché io sia così duro con te, impenetrabile, esigente, incapace. Ed io mi lascerò odiare figlia mia. Affinché tu possa dire un giorno, ch'io non t'ho mai mentito. Saprò mostrarti l'amore, ma con le sue verità. Lascerò che tu viva, ma ti insegnerò le sue leggi. Avrai sempre la mia mano sulla tua, ma ti lascerò cadere. Eppure, avrò paura di fallire. Ma fino a quando ci guarderemo negli occhi, fino a quando ci ascolteremo, fino a quando ci saremo e oltre, sappi che ti amo figlia mia.

1 commento:

  1. Wow! bellissimo...e molto poetico.
    "Avrai sempre la mia mano sulla tua, ma ti lascerò cadere."
    E allora...tutti giù per terra!:-p
    mu@@@forever

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